Dalla Sardegna dei misteri e dei luoghi di guarigione, tra archeologia, energie sottili e storia della civiltà Nuragica.
Quando si parla della Sardegna antica, il pensiero corre immediatamente ai Nuraghi, ai Pozzi Sacri e alle affascinanti Tombe dei Giganti, tre straordinarie testimonianze della civiltà nuragica che ancora oggi alimentano il fascino di una delle isole più misteriose del Mediterraneo.
Le Tombe dei Giganti della Sardegna rappresentano molto più di semplici monumenti funerari. Per l’archeologia costituiscono importanti sepolture collettive risalenti all’Età del Bronzo; per molti studiosi di geobiologia e di energie sottili, invece, esse sono state progettate come luoghi capaci di far interagire l’essere umano con le particolari energie naturali presenti nel territorio.
È proprio questo secondo aspetto, ancora poco conosciuto ma estremamente affascinante, che cercheremo di approfondire in questo articolo.
Dalle Domus de Janas alle Tombe dei Giganti
Prima della nascita della civiltà nuragica, le popolazioni della Sardegna seppellivano i propri defunti all’interno delle Domus de Janas, antiche tombe ipogee scavate nella roccia. Il loro nome significa letteralmente “Case delle Fate”, traduzione della denominazione sarda Domus de Janas e rappresenta una delle più importanti testimonianze della Sardegna prenuragica. Queste sepolture furono realizzate tra il 4400 a.C. e il 2000 a.C. e sono presenti in tutta l’isola, sia come tombe isolate sia come vere e proprie necropoli composte anche da quaranta ambienti funerari.
Mentre la stele centrale che possiamo definirla un menhir, serviva da catalizzatore per le energie sottili cosmiche, come tutti i menhir.
Tra il 1800 a.C. e il 1100 a.C., durante il pieno sviluppo della civiltà nuragica, comparvero le monumentali Tombe dei Giganti (Tumbas de sos Mannos in lingua sarda), costruzioni megalitiche di grandi dimensioni destinate alla sepoltura collettiva. Il loro nome sembra derivi da antiche leggende popolari secondo le quali, all’interno di queste tombe, sarebbero stati rinvenuti resti appartenenti a esseri giganteschi. Non esistono prove archeologiche a sostegno di questa tradizione, ma il racconto ha contribuito ad alimentare il fascino che ancora oggi circonda questi monumenti. Secondo gli ultimi censimenti archeologici, in Sardegna sono presenti circa 800 Tombe dei Giganti, distribuite praticamente in tutta l’isola.
L’architettura di una straordinaria opera megalitica
Osservando una Tomba dei Giganti si rimane colpiti dalla sua imponenza. La struttura è composta da una lunga camera funeraria realizzata con grandi blocchi di pietra, chiusa nella parte frontale da un’imponente facciata semicircolare costituita da una serie di stele disposte ad arco. Al centro si trova la celebre stele centrale, spesso alta diversi metri, caratterizzata da una piccola apertura alla base.
Dal punto di vista simbolico si ritiene che questa particolare architettura rappresentasse una sorta di collegamento tra il mondo terreno e quello spirituale. È proprio questa particolare forma che ha attirato negli ultimi decenni l’interesse di numerosi ricercatori nel campo della geobiologia e delle energie sottili.
Tombe dei Giganti ed energie sottili
Nel mondo dei ricercatori delle energie sottili esiste una teoria secondo la quale molti antichi monumenti sacri sono stati costruiti in punti caratterizzati da particolari interferenze geomagnetiche, lungo le cosiddette Leyline, linee energetiche di flussi di energia sottile che attraversano la superficie terrestre collegando talvolta luoghi di grande importanza spirituale come la Linea di San Michele.
Nel corso delle mie ricerche e dei sopralluoghi effettuati in Sardegna, ho osservato come molte Tombe dei Giganti sorgono in aree che, secondo gli strumenti e le metodologie da me utilizzate, bacchette a elle e biotensor che uso in geobiologia, presentano intense manifestazioni di energia naturale. Lo stesso modello energetico lo possiamo trovare nelle necropoli etrusche, anch’esse interamente costruite su Leyline come la necropoli della Banditaccia a Cerveteri (Roma).
L’ipotesi che emerge riguardo alle Tombe dei Giganti è affascinante: la scelta del luogo di costruzione non è stata casuale. Gli antichi costruttori erano perfettamente a conoscenza del territorio e hanno selezionato aree particolarmente energetiche, sfruttandone le caratteristiche attraverso una raffinata progettazione architettonica. La particolare disposizione della facciata semicircolare e della lunga camera funeraria ha avuto la funzione di concentrare e amplificare tali energie naturali.
Luoghi di sepoltura e antichi centri di guarigione?
La domanda più affascinante riguarda il possibile utilizzo delle Tombe dei Giganti: perché costruire monumenti tanto complessi proprio in luoghi ritenuti energeticamente particolari? Una probabile interpretazione, maturata attraverso anni di studi, confronti con studiosi sardi e numerose visite sul territorio, è che le antiche popolazioni attribuissero a questi luoghi una funzione spirituale molto più ampia rispetto alla sola sepoltura.
Secondo questa ipotesi, la presenza di particolari energie naturali avrebbe potuto favorire il passaggio tra la vita e la morte, in pratica accompagnare il viaggio dell’anima oltre l’esistenza fisica.
Esiste però un ulteriore elemento che merita attenzione. Davanti alla facciata di alcune Tombe dei Giganti, come quella di Li Mizzani, sono ancora oggi visibili grandi blocchi di pietra che sembrano predisposti per consentire alle persone di sedersi. Questa caratteristica ha portato alcuni ricercatori delle energie sottili a formulare un’altra interessante teoria: questi monumenti avrebbero potuto essere utilizzati anche come luoghi destinati al benessere fisico e spirituale.
Esperienze personali davanti alla Tomba dei Giganti di Li Mizzani
Durante uno dei miei viaggi di ricerca in Sardegna ho trascorso diverso tempo presso la Tomba dei Giganti di Li Mizzani nel territorio di Palau, soggiornando con amici in un’abitazione nelle sue vicinanze. In quella occasione ho incontrato alcune persone che tornavano regolarmente in quel luogo tutti i giorni per sostare in silenzio davanti e al lato della monumentale stele. Mi raccontarono di recarsi ogni anno in Sardegna dedicando circa mezz’ora al mattino e mezz’ora al pomeriggio alla permanenza davanti alla tomba, convinti di ottenere benefici sul piano del benessere generale e una riduzione di dolori articolari e muscolari durante i mesi successivi e nell’immediato una maggiore vitalità.
Anche la mia esperienza personale è stata interessante. Al termine del soggiorno ebbi la chiara sensazione di una maggiore vitalità e di un generale stato di benessere.
Cliccando sull’immagine -Pianta Tomba dei Giganti – l’immagine si ingrandisce e qua sotto potete leggere le varie sezioni di una Tomba dei Giganti:
– proiezione dall’alto della Tomba dei Giganti
– proiezione frontale della Tomba dei Giganti
1 leyline con la sua direzione in direzione verso le steli
2 orientamento a ovest
3 punto di massima energia (menhir)
4 ala di 7 stele
5 stele centrale
7 corridoio funebre
8 dolmen
Le Tombe dei Giganti ci aspettano, sono li da millenni e le loro energie di guarigione sono intense e potenti e disponibili da sempre.
Fabrizio Nencioni
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